giovedì 8 novembre 2012

Un nuovo incontro?

Qualche giorno fa un ragazzo chiede di parlarmi in privato. In un centro di aggregazione giovanile, una richiesta del genere porta la domanda implicita di accogliere un bisogno intimo, il più spesso delle volte ancora indecifrabile, per cui si richiede l'incontro con un adulto che si spera possa aiutarti, nel rispetto della privacy. Questo ragazzo, ventenne, gravita intorno al centro da sempre. Si è sempre mostrato come "il ragazzo di", volendo ostentare durezza, certezza e convinzione, tanto da non accettare mai un avvicinamento da parte degli educatori. Ho lasciato quindi che ci girasse intorno...e sono passati tre anni da che l'ho conosciuto la prima volta. Qualche giorno fa, mi telefona e dice che avrebbe voluto parlarmi. Mi raggiunge al centro e ci spostiamo sulla panchina nel parco per poter parlare indisturbati. comincia ad aprirsi come forse nemmeno i ragazzi che frequentano quotidianamente riescono a fare con così tanta spontaneità. si commuove, mostra sincerità, insicurezza, desiderio di ricevere un aiuto e uno sguardo che potesse guidarlo per uscire da un periodo difficile, che però lui stesso dice "forse è tutta la vita che sto così". che coraggio che ha avuto! uno come lui si è messo in mutande, senza preavviso, riuscendo persino a piangere quando, dopo aver notato gli occhi lucidi e il mento tremante, gli ho dato la possibilità di farlo, senza doversi vergognare. Ma come mai ha deciso di aprirsi proprio con me? Ripeto, non è un ragazzo abitualmente frequentante, non avevamo grande confidenza. Ora, mentre scrivo, forse una risposta mi si forma: io lavoro in un centro di aggregazione. Quanti incontri accadano ogni giorno in un luogo fatto apposta per incontrarsi? Forse, seppur lui sia sempre rimasto sul confine, ha colto, ha annusato, la possibilità di poter incontrare un aiuto là dentro. Non è stato un nuovo incontro. Forse c'eravamo già incontrati ragazzo mio...conoscevamo già quali possibilità potevamo avere l'uno con l'altra e ora ci siamo semplicemente conosciuti un po' di più. Quanta importanza diamo agli incontri a distanza? Che valore diamo allo sguardo accogliente?